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venerdì 15 dicembre 2017

BBB: Buon week-end Bye * Bye *




Se solo si potesse vivere tra parentesi
si potrebbe prendere chi vuoi dentro con te,
e il resto del mondo aspetterebbe fuori
a guardare educatamente dall’altra parte.
Se si sbucasse fuori dalla parentesi, la vita continuerebbe come prima.
Non ci sarebbero conseguenze e per una volta i muri si troverebbero dove vuoi tu.
Se solo fosse possibile.
Ma le parentesi esistono solo nei libri.
E il mondo gira di conseguenza.(web)

lunedì 11 dicembre 2017

Fuori e dentro gli schemi del Natale,da leggere e guardare le bellissime Gif.


http://sognografica.altervista.org/wp-content/uploads/2010/01/bb13.gifFuori dagli schemi !!!! Io detesto il Natale e le feste comandate..
è divenuta col passare degli anni  la forzatura di una felicità ed una spensieratezza inesistenti.
Devo dire che ho un rapporto piuttosto neutro con le feste: non impazzisco per doverle festeggiare...e anche quando vivevo con i miei rammento sempre un mio  approccio molto "laico" alle cosiddette "feste comandate.
Eppure, una delle persone che mi era più cara al mondo amava il Natale e avrebbe voluto che lo festeggiassi, sempre,mio padre,era lui che preparava tutto nei minimi dettagli con la pazienza di un certosino,il tutto con amore per noi quattro figli, apparecchiava anche la tavola per Babbo Natale prima di mandarci a dormire....e la mattina dopo scoprivamo che era passato davvero,aveva cenato e ci aveva lasciato i doni. Da quando mio padre non c'è più e sono passati tantissimi anni perchè ero piccola,non amo più festeggiare, mi sono sempre adeguata per i cuccioli di famiglia, ma il mio cuore non partecipa. Rimane il rispetto per chi ama e crede in questa festa e a tutti loro auguro un Buon Natale! (Qualcuno non condividerà il mio pensiero,ma confido nel rispetto dell'opinione altrui,come io stessa faccio) Kiss Patty. Ma per chi crede e ama festeggiare il Natale, di seguito potrete leggere due racconti bellissimi **************
BETTY BOOP MITICA
Queste trovate nel Web: 
La Storia e le origini del Natale
La festa appartiene all’anno liturgico cristiano, in cui si ricorda la nascita di Gesù Cristo, che nella Cristianità occidentale cade il 25 dicembre, mentre nella Cristianità orientale viene celebrato il 6 gennaio.
La nascita di Gesù viene fatta risalire dal 10 al 4 a.C. Il Natale non viene introdotto subito come festa Cristiana, ma bisogna aspettare l’arrivo del Quarto secolo nell’Impero Romano, e più tardi anche nelle zone dell’Oriente.
La festa cristiana si intreccia con la tradizione popolare. Prima del Natale Cristiano c’era la festa del Fuoco e del Sole, perchè in questo periodo c’è il solstizio d’inverno, cioè il giorno più corto dell’anno, e da questa data le giornate iniziano ad allungarsi.
Nell’antica Roma si festeggiavano i Saturnali in onore di Saturno, dio dell’agricoltura ed era un periodo di pace, si scambiavano i doni, e si facevano sontuosi banchetti.
Tra i Celti invece si festeggiava il solstizio d’inverno.
Nel 274 d.C. l’imperatore Aureliano decise che il 25 dicembre si festeggiasse il Sole. E’ da queste origini che risale la tradizione del ceppo natalizio, ceppo che nelle case doveva bruciare per 12 giorni consecutivi e doveva essere preferibilmente di quercia, un legno propiziatorio, e da come bruciava si presagiva come era l’anno futuro. Il ceppo natalizio nei nostri giorni si è trasformato nelle luci e nelle candele che addobbano case, alberi, e strade.
E siamo ai giorni nostri, il nostro Natale deriva da tradizioni borghesi del secolo scorso, con simboli e usanze sia di origine pagana che cristiana. Il natale è anticipato dalla vigilia, che dovrebbe essere una giornata di digiuno e di veglia a cui ci si prepara ai festeggiamenti delle feste.
Nelle case viene allestito un presepe (o presepio), specie nei paesi meridionali, o un’albero di tradizione più nordica (vedi simboli del Natale).
I festeggiamenti continuano con l’ultimo dell’anno, dove, passata la breve euforia del degli auguridi Natale, siamo a Capodanno, primo giorno dell’anno.
E’ una festa periodica di rinnovamento, celebrata in tutte le civiltà e caratterizzata da rituali che simbolicamente chiudono un ciclo annuale e inaugurano quello successivo.
E infine arriva l’Epifania, una delle principali feste cristiane la cui celebrazione cade il 6 gennaio. Nata nella regione orientale per commemorare il battesimo di Gesù, fu presto introdotta in occidente dove assunse contenuti religiosi diversi, come il ricordo dell’offerta dei doni dei magi nella grotta di Betlemme, che poi ha determinato il nascere della figura della befana distributrice di doni.
I magi erano un gruppo di personaggi che, guidati da una stella, arrivano dall’oriente per rendere omaggio a Gesù appena nato a Betlemme, donandogli oro, incenso e mirra. Successivamente vengono indicati come “re” e che il loro numero viene fissato a tre, con i nomi Melchiorre, Gaspare e Baldassarre.
Questa festa da un supplemento di regali ai bambini, e fa terminare questo ciclo di festeggiamenti: il giorno dopo si iniziano a spegnere le luci, a disfare gli addobbi.

La Storia e le origini di Babbo Natale

Babbo Natale è una figura mitica presente nel folclore di molte culture che distribuisce i doni ai bambini, di solito la sera della vigilia di Natale. Babbo Natale è un elemento importante della tradizione natalizia della civiltà occidentale, oltre che in America latina, in Giappone ed in altre parti dell’Asia orientale.

Il primo personaggio è San Nicola di Mira (più noto in Italia come San Nicola di Bari), un vescovo cristiano del IV secolo. Mira (o Myra) era una città della Licia, una provincia dell’Impero bizantino che corrisponde all’attuale Anatolia, in Turchia

In Europa (in particolare nei Paesi Bassi, in Belgio, Austria, Svizzera e Germania) viene ancora rappresentato con abiti vescovili e con la barba. Le reliquie di San Nicola furono traslate a Bari da alcuni pescatori e per ospitarle fu costruita una basilica nel 1087. Il luogo è da allora meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli.

San Nicola è considerato il proprio patrono da parte di marinai, mercanti, arcieri, bambini, prostitute, farmacisti, avvocati, prestatori di pegno, detenuti. È anche il santo patrono della città di Amsterdam e della Russia. In Grecia San Nicola viene talvolta sostituito da San Basilio Magno (Vasilis), un altro vescovo del IV secolo originario di Cesarea. Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Lussemburgo, Sinterklaas (Kleeschen in lussemburghese) viene festeggiato due settimane prima del 5 dicembre, data in cui distribuisce i doni (il suo compleanno risulta essere il 6 dicembre). L’equivalente di Babbo Natale in questi paesi è Kerstman (letteralmente “uomo di Natale”). In alcuni villaggi delle Fiandre, in Belgio, si celebra la figura, pressoché identica, di San Martino di Tours (Sint-Maarten)[. In molte tradizioni della Chiesa ortodossa, San Basilio porta i doni ai bambini a Capodanno, giorno in cui si celebra la sua festa..
Origini moderne
Lo “spettro del Natale presente” in una versione a colori dell’illustrazione originale di John Leech per Canto di Natale di Charles Dickens (1843)

Il Babbo Natale di oggi riunisce le rappresentazioni premoderne del portatore di doni, di ispirazione religiosa o popolare, con un personaggio britannico preesistente. Quest’ultimo risale almeno al XVII secolo, e ne sono rimaste delle illustrazioni d’epoca in cui è rappresentato come un signore barbuto e corpulento, vestito di un mantello verde lungo fino ai piedi e ornato di pelliccia. Rappresentava lo spirito della bontà del Natale, e si trova nel Canto di Natale di Charles Dickens sotto il nome di “Spirito del Natale presente

Santa Claus ha origine da Sinterklaas, il nome olandese del personaggio fantastico derivato da San Nicola, che viene chiamato anche Sint Nicolaas; questo spiega anche l’esistenza di diverse varianti inglesi del nome (Santa Claus, Saint Nicholas, St. Nick).

Rappresentazione popolare di Babbo Natale che cavalca una capra, forse derivata dal Tomte svedese

Gli abiti di Sinterklaas sono simili a quelli di un vescovo; porta una mitra (un copricapo liturgico) rossa con una croce dorata e si appoggia ad un pastorale. Il richiamo al vescovo di Mira è ancora evidente. Sinterklaas ha un cavallo bianco con il quale vola sui tetti; i suoi aiutanti scendono nei comignoli per lasciare i doni (in alcuni casi nelle scarpe dei bambini, lasciate vicino al caminetto); arriva in piroscafo dalla Spagna ed è accompagnato da Zwarte Piet.

Le strenne che vengono regalate in questa ricorrenza sono spesso accompagnate da poesie, talvolta molto semplici ed, in altri casi, elaborate ed ironiche ricostruzioni del comportamento di chi le riceve durante l’anno trascorso. I regali veri e propri, in qualche caso, sono addirittura meno importanti dei pacchetti in cui sono contenuti, di solito molto sgargianti ed elaborati; quelli più importanti, spesso, sono riservati al mattino seguente. Anche se la spinta commerciale verso il Natale è presente anche in Olanda, la distribuzione tradizionale dei regali viene compiuta da Sinterklaas il 6 dicembre.

Anche in altri paesi la figura di San Nicola ha subito gli adattamenti necessari per uniformarsi al folclore locale. Ad esempio, nei paesi nordici sopravvive ancora l’immagine pagana della “capretta di Yule” (in svedese julbock), che porta i regali la Vigilia di Natale, e le decorazioni natalizie costituite da caprette di paglia sono molto diffuse. In tempi più recenti, però, sia in Svezia che in Norvegia il portatore di doni viene identificato con Tomte o tomtenisse, un’altra creatura del folklore locale. In Finlandia, la capretta di Yule viene chiamata joulupukki.

Prima della conversione al cristianesimo, il folklore tedesco narrava che il dio Odino (Wodan) ogni anno tenesse una grande battuta di caccia nel periodo del solstizio invernale (Yule), accompagnato dagli altri dei e dai guerrieri caduti.

La tradizione voleva che i bambini lasciassero i propri stivali nei pressi del caminetto, riempendoli di carote, paglia o zucchero per sfamare il cavallo volante del dio, Sleipnir. In cambio, Odino avrebbe sostituito il cibo con regali o dolciumi. Questa pratica è sopravvissuta in Belgio e Paesi Bassi anche in epoca cristiana, associata alla figura di San Nicola.

I bambini, ancor oggi, appendono al caminetto le loro scarpe piene di paglia in una notte d’inverno, perché vengano riempite di dolci e regali da San Nicola – a differenza di Babbo Natale, in quei luoghi il santo arriva ancora a cavallo. Anche nell’aspetto, quello di vecchio barbuto dall’aria misteriosa, Odino era simile a San Nicola (anche se il dio era privo di un occhio).

La tradizione germanica arrivò negli Stati Uniti attraverso le colonie olandesi di New Amsterdam e New York prima della conquista britannica del XVII secolo, ed è all’origine dell’abitudine moderna di appendere una calza al caminetto per Natale, simile per certi versi a quella diffusa in Italia il 6 gennaio all’arrivo della Befana

Un’altra tradizione folklorica delle tribù germaniche racconta le vicende di un sant’uomo (in alcuni casi identificato con San Nicola) alle prese con un demone (che può essere, di volta in volta, il diavolo, un troll o la figura di Krampus). La leggenda narra di un mostro che terrorizzava il popolo insinuandosi nelle case attraverso la canna fumaria durante la notte, aggredendo e uccidendo i bambini in modo orribile.

Il sant’uomo si pone alla ricerca del demone e lo cattura imprigionandolo con dei ferri magici o benedetti (in alcune versioni gli stessi che imprigionarono Gesù prima della crocifissione, in altri casi quelli di San Pietro o San Paolo). Obbligato ad obbedire agli ordini del santo, il demone viene costretto a passare di casa in casa per fare ammenda portando dei doni ai bambini. In alcuni casi la buona azione viene ripetuta ogni anno, in altri il demone ne rimane talmente disgustato da preferire il ritorno all’inferno.

Altre forme del racconto presentano il demone convertito agli ordini del santo, che raccoglie con sé gli altri elfi e folletti, diventando quindi Babbo Natale. Una diversa versione olandese racconta, invece, che il santo viene aiutato da schiavi Mori, che vengono rappresentati di solito dal personaggio di Zwarte Piet (Pietro il nero), analogo dell’italiano Uomo nero. In questi racconti Zwarte Piet picchia i bambini con un bastone o li rapisce per portarli in Spagna nel suo sacco (un tempo l’Andalusia era sotto il dominio dei Mori).

In Germania, lo stesso racconto trasforma il personaggio in Pelznickel o Belsnickle (Nicola Peloso), che va a trovare i bambini cattivi nel sonno. Il nome deriva dall’aspetto di enorme belva dovuto al fatto che è interamente ricoperto di pelliccia.


Gif di Natale
 



sabato 2 dicembre 2017

♥✩♥✩♥ Destino ♥✩♥✩♥


Mi sono nascosta così a lungo che forse ho scordato cosa proteggevo.
Cosa non si poteva vedere e toccare.
Ciò che sfiora l’anima e il suo pensiero.
La materia che plasma la forma, sotto la coltre del sonno.
Puoi andare così lontano: superare ogni confine.
Non è il mondo ad essere piccolo: sei tu a non poterti nascondere dal destino.
Ti trova ovunque......................

lunedì 27 novembre 2017

*/* Le origini del Texas Hold'Em */*


Il poker alla texana: tutti lo conoscono, tutti ci giocano, tutti ne parlano. Sì, ma la storia? Com’è nato, quando? Perché? 
Le origini sono incerte, ma ci sono alcune curiosità molto interessanti.
Cerchiamo di scoprirle con un breve tuffo nel passato. Siamo in Persia, XIV secolo, tra la popolazione dell’epoca impazza un gioco in che prevede l’uso di 20 carte e si gioca in 4 giocatori. I punti previsti sono coppia, tris e colore. Il nome del gioco sembra sia  
As-Nas. Stop. Questo è quanto tramandano gli storici sulle origini della nostra amata texana.
Anzi, no. Siamo in Francia, è il XVIII secolo e gli uomini si sfidano in accesissime partite a Poque con un mazzo di 20 carte composto di soli dieci, jack, donne, re e assi. Il nome del gioco sembri derivi dalla parola francese Pocher, ingannare, parola che, portata in Lousiana dai coloni francesi, perde la morbidezza della lingua dei nostri cugini d’oltralpe e diventa Poker, si diffonde nel west e arriva sino a noi.
O forse non è nemmeno così. Il Poker nasce nel XVII secolo in Germania, noto a suo tempo come Poken, inganno. Un gioco basato sul bluff che i tedeschi portarono in america, nel ‘700 e gli americani lo diffusero a tutto il mondo conosciuto.
Oppure in Italia, perché no? Siamo nel Rinascimento e i Messeri del tempo si sfidano allo Zarro, un gioco di carte simile al poker, così diffuso da venire addirittura proibito con un editto. Come ogni divieto, la proibizione accrebbe la curiosità nei confronti del gioco che si diffuse a macchia d’olio, arrivò in Francia e, attraverso viaggiatori e mercenari, approdò in America, dove subì le trasformazioni che conosciamo come Texas Hold’em.
La verità è che il poker ha origini davvero incerte e numerose teorie sulla sua genesi. Esistono però dei fatti certi. Nel 1829 un esploratore inglese di ritorno dal west, tale Gorge Cowell, scrive nelle sue memorie di un gioco in cui si ricevono 5 carte, con giri di puntate e punteggi simili a quelli che usiamo ancora oggi.
La prima vera ufficializzazione del gioco avviene invece nel 1858, con un regolamento diffuso e ufficiale che definisce le regole e la gerarchia dei punteggi, oltre all’utilizzo del mazzo a 54 carte. Nel 1871 Robert Schenk, ambasciatore americano in Gran Bretagna, illustra il gioco addirittura alla Regina Vittoria, diffondendolo dapprima nell’ambiente della nobiltà inglese e, in un secondo momento, ad ogni ceto sociale.
Allora perché Texas Hold’Em? La risposta è semplice: sembra che il vero Hold’em, quello giocato tutt’oggi, sia nato e diffuso nella sonnacchiosa città di Robstown. In Texas, appunto.
E se la storia fosse ancora un’altra? Se il Texas Hold’Em fosse il regalo di una civiltà aliena all’umanità? Si dice che in alcune pitture rupestri siano chiaramente distinguibili 4 persone sedute intorno ad un tavolo, con un piccolo bottoncino davanti ad uno di essi.
Chissà. La questione è intricata.
Giochiamoci su.

Fonte: Poker-online-gratis-punto.net

martedì 21 novembre 2017

✿‿✿◘ " Ho tatuato sul cuore la "voglia di vivere" ◘✿‿✿


✿‿✿◘○◘✿‿✿◘○◘✿‿✿◘○◘✿‿✿◘○◘✿‿✿◘○◘✿‿✿◘○◘✿‿✿
Vivo la speranza che m'indossa!
Vivo di tante definizioni e valori autentici.
Vivo d'amore.
Di sorrisi, ma anche di fallimenti e di cadute.
Vivo guardando avanti nuove albe.
 Mi concimo di pugni, mi fortifico di lacrime.
 Ho ossa forti come il ferro, perché il tempo ha saputo temprarmi.
Ho tatuato sul cuore la "voglia di vivere" e sull'anima l'impronta acquisita dell'esperienza.
Vivo di vita nella smisurata voglia di imparare e comprendere ancora cose nuove. 
Mi accingo al domani con mani forti e con mente aperta: "mi appresto a scrivere capitoli nuovi". Tollerante e curiosa attendo che la realtà mi indichi nuove prospettive, mi delimiti i percorsi per poter raggiungere e creare nuovi sogni e desideri. Estrapolando da questo mondo, l'indefinibile sostanza che si chiama volontà.(cit).............
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domenica 12 novembre 2017

William Shakespeare : Le ragazze sono come mele sugli alberi


Le ragazze sono come le mele sugli alberi. Le migliori sono sulla cima dell'albero.Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perchè hanno paura di cadere e di ferirsi. In cambio, prendono le mele che sono cadute a terra, e che, pur non essendo così buone, sono facili da raggiungere.Perciò le mele che stanno sulla cima dell'albero, pensano che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà "esse sono grandiose". Semplicemente devono essere pazienti e aspettare che l'uomo giusto arrivi, colui che sia così coraggioso da arrampicarsi fino alla cima dell'albero per esse.Non devono cadere per essere raggiunte, chi avrà bisogno di loro e le ama farà di tutto per raggiungerle.

- William Shakespeare

*_____* Poker Face *____* Buona Domenica e GL *

Immagini dal Web