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domenica 19 marzo 2017

Buona festa a tutti i papà del mondo,un pensiero d'amore a chi è volato via *



Le mani di un padre sono come un arcobaleno: innalzano i figli alle irraggiungibili meraviglie dei cieli ma con forti radici e passo sicuro indicano loro la via, su questa fragile zolla di vita terrena.

sabato 18 marzo 2017

Poker: La vita è come un tavolo da Poker *___*


☆ La vita è come un tavolo da poker… bisogna avere la forza di giocare e di rilanciare, di fare il bluff e quando è il caso, di vedere il piatto ! ☆

giovedì 16 marzo 2017

Poker: Le 12 regole più pazze :) :) Smile :)


Il poker non è un gioco d'azzardo bensì di abilità! Quote rosso2.png


  1. Nel poker si deve per forza bere whisky, avere due strappone sul divano vicino e avere per forza un nero che suona il piano in sottofondo.
  2. Nel poker si può bluffare, ossia fare dei bluff: mettiamo caso che tu non abbia nulla in mano, ma comunque vuoi vincere la mano perché sei frustrato e la tua vita è inutile, a quel punto rilanci la posta di 50 euro veri e tutti ti seguono. Se riesci a tirare fuori il tuo revolver prima che tutti ti seguano e sparare nei coglioni a tutti, il bluff è perfettamente riuscito.
  3. Nel poker non si possono usare betoniere dal 1908, dal famoso "incidente delle betoniere del 1908" al super torneo di poker di Cartagine organizzato da Scientology e Super Pippo.
  4. L'unica cosa che può battere un poker è una scala reale oppure un attestato di nascita di Platinette.
  5. Se si ha un tris d'assi o un full d'assi è necessario presentarsi all'ambasciata polacca in Germania con tre kalashnikov.
  6. È vietato giocare contro personaggi Disney.
  7. Le carte devono essere più grandi di un batterio e comunque più piccole di un pianeta.
  8. I più forti giocatori del mondo di poker si chiamano tutti Dikembe, Marco Porcio Catone e Leonardino Parmiggiani, quindi non giocate mai contro di loro.
  9. È vietato difendersi dai revolver con della frutta fresca.
  10. I punteggi sono: Coppia (se conquistate una delle 2 strappone sul divano), Doppia Coppia (se le conquistate entrambe), Tris (per far tale punto, dovete vincere una partita a Tris contro uno degli altri 4 giocatori), Scala minore/maggiore (di DO, DO#, RE, MIb, MI, FA, FA#, SOL, LAb, LA, SIb, SI: su questo punto, fatevi aiutare dal pianista negro), Full (se siete pieni di Whisky: il primo che ne è pieno, fa Full), Colore, Poker, Scala Reale minore/maggiore (eminenti scienziati quali Emilio Fede e Le Veline stanno ancora studiando il significato di questi termini, derivati dai termini Sgurzaniani Ćæõļõř, Pōčĥër e Sċäłǖs Ŕæāļïïş: non provate a pronunciare queste parole o vi si attorciglierà la lingua e vi si fonderanno le corde vocali!)
  11. Se ti capita di avere in mano cinque assi, l'Appeso dei Tarocchi, il buono pasto della mensa o una carta "Probabilità" del Monopoli, i casi sono due: o stai giocando contro Peter Griffin, oppure hai barato.
    Quote rosso1.png Vedo i tuoi 200000$ e mi gioco anche il culo! Quote rosso2.png
    ~ Tizio che ha perso il culo con poker d'assi
    12.....................inventatela.....(bellissima pagina dal web)

sabato 11 marzo 2017

Fate il vostro gioco: GL

Se non rischi non
potrai mai sapere dove puoi arrivare!


         Buona partita e fate
                il vostro gioco.
......GL

The Hendon Mob aggiornato con l'ultima bandierina :)

http://pokerdb.thehendonmob.com/player.php?a=r&n=172287#


sabato 4 marzo 2017

Il significato di “4 marzo 1943”


Il significato di “4 marzo 1943”, capolavoro di Lucio Dalla, censurato per Sanremo
Una delle canzoni più amate di Lucio Dalla è "4 marzo 1943", che in origine doveva chiamarsi "Gesubambino", ma che per colpa della censura prese come titolo la data di nascita del cantante, e fu censurata per poter gareggiare al Festival di Sanremo.Doveva chiamarsi "Gesubambino", tutto attaccato, e invece a causa della censura che la colpì in più parti, una delle canzoni più amate del repertorio di Lucio Dalla prese il nome di "4 marzo 1943" lasciando alle parentesi, e comunque alla memoria storica, quello originale che non era adatto per essere portato a Sanremo, dove il cantante bolognese si sarebbe piazzato in terza posizione. Ma andiamo con ordine, perché dopo averlo ricordato, l'1 marzo – giorno in cui scomparve in un albergo di Losanna -, Lucio Dalla viene festeggiato ogni 4 marzo, giorno della sua nascita e di un titolo che gli è, giustamente, rimasto incollato addosso per una canzone che non era autobiografica e che ha avuto diverse modifiche, come ha spesso raccontato Paola Pallottino, che di quel pezzo fu coautrice.
L'incontro tra Dalla e Paola Pallottino

L'incontro tra i due fu casuale, alcuni amici comuni le consigliarono di proporre al cantante alcuni suoi testi, nati dall'amore per i francofoni Brel e Brassens e così cominciò la loro avventura che caratterizzò un pezzo della prima parte della carriera di Dalla, culminata proprio in quella "4 marzo 1943" che gli resterà cucita addosso a causa (o grazie) a quel titolo che riprendeva la sua data di nascita e che dovette essere cambiata a causa della censura.
Il significato di "4 marzo 1943"

È stata la stessa autrice a spiegarlo in un'intervista all'Avvenire in cui spiegava che "Gesubambino" "voleva essere un mio ideale risarcimento a Lucio per essere stato orfano dall’età di 7 anni. Doveva essere una canzone sull’assenza del padre, ma poi è diventata una canzone sull’assenza della madre. Lucio la cantò la prima volta dal vivo nel dicembre del ’70 al teatro Duse di Bologna. Piacque così tanto che i discografici della Rca decisero di portarla a Sanremo. Fu il suo primo grande successo, ma Lucio ne rimase anche un po’ prigioniero".
La censura e i versi modificati

Uno dei versi più controversi era quello che diceva: "E anche adesso che bestemmio e bevo vino, per ladri e puttane sono Gesù Bambino" che però diventò. come noto: "E ancora adesso che gioco a carte e bevo vino, per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino", in un cambiamento che non convinse l'amica così come non la convinse la partecipazione a Sanremo, ma la Storia avrebbe detto che in fondo le scelte del cantante erano state favorevoli.
L'omaggio di Francesco De Gregori

La canzone ha dunque tre versioni, quella originale, quella censurata e quella che fu presentata nel tour di "Banana Repubblic" assieme a Francesco De Gregori. E proprio quest'ultimo ha voluto rendere nuovamente omaggio alla canzone, riproponendola nel suo ultimo album live "Sotto il vulcano", mantenendosi, però, fedele alla versione censurata: "Preferisco questa, più dolce e connessa al senso di maternità che esprime la canzone. L’ho fatta solo quella sera, eravamo vicini alla casa di Lucio sull’Etna e me lo sono immaginato giovane, circondato da un’aura come in quel Festival di Sanremo del 1971. È stata una sensazione di gioia, non di dolore o rimpianto" ha dichiarato al Corriere della Sera.
Le versioni all'estero

La canzone, nella versione più nota, è introdotta da violino di Renzo Fontanella, che faceva parte del primo gruppo del cantante, ed è una delle caratteristiche di un brano che risultò, da subito, amatissimo anche all'estero, soprattutto nei paesi in lingua spagnola, grazie alle versioni di Maria Betania e Chico Buarque de Hollanda, ma a rifarla, quasi subito, fu anche Dalida.
Il testo di 4 marzo 1943

Dice che era un bell’uomo e veniva, veniva dal mare
parlava un’altra lingua, però sapeva amare
e quel giorno lui prese a mia madre, sopra un bel prato
l’ora più dolce, prima d’essere ammazzato.
Così lei restò sola nella stanza, la stanza sul porto
con l’unico vestito, ogni giorno più corto
e benchè non sapesse il nome e neppure il paese
mi aspettò come un dono d’amore, fino dal primo mese.
Compiva sedici anni, quel giorno la mia mamma
le strofe di taverna, le cantò a ninna nanna
e stringendomi al petto che sapeva, sapeva di mare
giocava a far la donna, col bambino da fasciare.
E forse fu per gioco, e forse per amore
che mi volle chiamare, come Nostro Signore
della sua breve vita il ricordo, il ricordo più grosso
è tutto in questo nome, che io mi porto addosso
e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino
per la gente del porto io sono, Gesù Bambino
e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino
per la gente del porto io sono, Gesù Bambino.

 Fonte: http://music.fanpage.it/



martedì 28 febbraio 2017

Amy Winehouse “Back To Black”

ci siamo detti addio solo a parole
io sono morta un centinaio di volte
tu torni da lei e io ritorno da…
io ritorno da noi
ti amo tanto, non è abbastanza
ti ami la cocaina e io amo il fumo
e la vita è come una canna fumaria
e io sono un minuscolo penny
che prova a risalirne le mura
ci siamo detti addio solo a parole
io sono morta un centinaio di volte
tu torni da lei e io…
io ritornerò in lutto, in lutto, in lutto

“Back To Black” di Amy Winehouse