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lunedì 22 maggio 2017

Pokermania news:Patrizia Patty Danti: Il Donk nel poker


Tutti noi almeno una volta nella vita, abbiamo pensato : “Non è possibile, quello gioca malissimo e vince ..è un Donk ! Il termine deriva dalla parola inglese “Donkey” (Asino). Vengono classificati come Donk o Fish i giocatori scarsi e molto deboli che compiono scelte errate e non conoscono regole, si affidano al loro istinto e alla fortuna, comportandosi al tavolo quasi in maniera primordiale.
Non conoscono regole ,abilità , probabilità matematiche e tantomeno le posizioni. Spesso poi questo istinto dà loro anche le dritte giuste, per quanto possa sembrare incredibile! Nel poker online questi giocatori sono molto frequenti, soprattutto nei tornei con buy-in bassi,(ma non solo ) IL donk non è molto skillato, è un inesperto, il quale con la cocciutaggine degna di un mulo , finisce alla lunga per rovinarsi da solo chiamando rilanci , quando è evidentemente sconfitto, per difendere ostinatamente la propria giocata o perché convinto di avere le maggiori possibilità di vincita.
Per la sua incapacità di riconoscere le situazioni di gioco , un donk può paradossalmente cadere in un bluff meno di un giocatore più esperto, in quanto tende tipicamente a giocare senza tenere in dovuta considerazione le carte degli avversari.
i Donk sono giocatori scarsi e questo per chi è esperto dovrebbe essere un vantaggio, in realtà possono rivelarsi pericolosi quando la fortuna sta dalla loro parte. Quando si gioca contro uno di loro è importante mantenere la calma giocare il miglior poker possibile e non farsi influenzare dal loro gioco.
( il termine donk può individuare anche una singola giocata (donk bet) effettuata per prendere alla sprovvista gli avversari o appunto come strategia di bluff )
Quali sono i comportamenti più comuni dei donk?
I donk sono facilmente individuabili già alle prime mani perchè :
☻ Vedono quasi sempre il flop
☻Fanno rilanci spropositati e vanno in All-In pre flop alle prima mani, quando i bui sono ancora ai primi livelli.
☻ Giocano sempre affidandosi alla fortuna.(le Odds ? non ne conoscono il significato )
☻ Seguono i rilanci fino al river nella speranza di floppare qualche coppia o magari un incastro a scala.
☻ Bluffano spesso e per dimostrare la “”loro bravura” quando vincono mostrano le carte.
*( Il termine donk può individuare anche una singola giocata (donk bet) effettuata per prendere alla sprovvista gli avversari o appunto come strategia di bluff )*
Per alcuni player il Donk è la manna dal cielo,per altri la disperazione e la rabbia di vedersi scoppiare AA KK QQ col nulla cosmico. Resta il fatto che al Texas Holdem a tutti capita di vincere qualche volta, ma alla lunga, solo i migliori hanno risultati. GG a tutti,Patty ♥♠ web.


OPINIONANDO con Patty

( notizie, opinioni personali, divagazioni sul Texas Holdem e molto altro).
Profilo Facebook di Patrizia Patty Danti   Posted on 25/01/2011 
 Bellissimi ricordi di quando scrivevo per Pokermania news!

Piccole interviste amichevoli (Due chiacchiere ed un caffè) 20/02/2011


Parlando di Facebook e del mondo del Poker, conosco Luana da oltre un anno e mezzo, poi ho avuto il piacere di conoscerla personalmente all’IPT (Italian Poker Tour) di San Marino e devo dire che è stata una piacevole sorpresa, perchè, oltre ad essere molto spontanea e naturale è una ragazza squisita e carismatica, quindi, oggi facciamo due chiacchiere e prendiamo un caffè con la PRO SNAI Luana Spadaro, (gentilissima visto che è continuamente in viaggio e fra un cambio di valigia e l’altro ci ha dedicato un pò del suo tempo). Grazie Luana, un saluto dal gruppo THMania e grazie per la tua disponibilità e visto i numerosi impegni vamosss con le domande.
Come ti sei avvicinata al THM e cosa rappresenta per te? Mi sono avvicinata al texas holdem per gioco e per sfida con dei miei amici di Taranto che sostenevano che io non potessi imparare, invece tutt’oggi il poker è tutta la mia vita; l’essere entrata a far parte del Team Pro Snai mi ha resa felice, era quello che volevo, il mio sogno si è realizzato.
Sei diventata PRO giovanissima,comporta molte responsabilità e molto impegno. Riesci a conciliare la tua vita privata con tutto questo? Ammetto che non è facile conciliare tutto però con un pò di buona volontà e pazienza cerco di far contenti tutti partendo dalla mia famiglia.
Secondo te c’è ancora discriminazione nei confronti delle donne Player? Tu preferisci avversari maschili o femminili ..e perchè ? Non credo ci siano più discriminazioni, perchè la figura femminile al tavolo da poker sta prendendo piede, attenzione uomini… io comunque preferisco giocare con i maschi ..lol.. perchè gli uomni sono più scarsi ….ahahah.. (yessssss aggiungo io ).
Pensi di essere agevolata per la tua avvenenza e giovane età o è più difficile imporsi? Al tavolo da gioco siamo tutti uguali non c’entra l’essere avvenente o simpatico lì esiste solo la guerra.
Ricordi una mano o un torneo particolare che ti hanno dato una grande gioia, rabbia o dolore? Sinceramente, la mia delusione più grande è recente, all’ IPT di Sanremo dove, a meno 5 dai premi ho perso un pot da 190k in allin preflop dopo questa action oppo apre oppo2 tribetta io forbetto all e da 5 uno straniero snappa easy allo showdown io AA lui JJ un J al flop ha segnato il mio torneo.. lì ho provato tanta rabbia e delusione dopo aver fatto un torneo perfetto.
Sei molto amata nell’ambiente, anche da molte donne, pensi che sia dovuto alla tua grande disponibilita? Nell’ambiente credo di risultare simpatica e cerco di star bene con tutti anche se il cuore batte solo per pochi. I tuoi impegni futuri? Sono appena rientrata da Malta, i miei prossimi impegni saranno: IPT di Sanremo e lo snai cup subito dopo Natale, quindi il Capodanno si festeggia a Milano.

Se possibile un sogno che vorresti realizzare e per finire cosa consiglio a chi si è appena avvicinato al THE ? Il mio sogno è vincere un torneo importante e vivere di poker per il resto della mia vita… ai ragazzi che si stanno avvicinando al poker dico di non aver fretta e di crescere passo dopo passo, la gestione del bankroll è fondamentale.
Grazie mille Luana, per il tempo che ci hai regalato, spero di che la prossima “intervista” amichevole sia per festeggiare una tua grande vittoria, lol Il caffè era davvero ottimo, kisssssssss e in bocca al lupo da parte del THMania e mio, ty ty. Ciao Patty, grazie, crepi il lupo, un abbraccio a te e a tutto il gruppo, spero di incontrarvi presto e darvi buone notizie.
Per leggere le altre interviste di Patrizia seguire il seguente link:
http://www.pokeronlyone.com/tg/tag/patrizia-patty-danti 
( Purtroppo non si accede piu' a questo blog in cui c'erano le mie prime interviste!)

Poker Baby! LOL :)


Poker: Le Paperelle (coppia di due) ^_____*





Vi sono molti giocatori di Texas Hold’em che hanno la tendenza a sopravvalutare questa mano, attribuendogli eccessivo valore e di conseguenza giocandola in maniera scorretta. Altri invece tendono a sottovalutare i 22 generando le medesime conseguenze del caso precedente. Sono invece pochi i giocatori che attribuiscono a questa mano il suo effettivo valore, estraendone il massimo profitto possibile. Teniamo sempre presente che i 22 riassumono alla perfezione uno dei concetti fondamentali del Texas Hold’em, ovvero il potere dell’aggressione: tutto il valore della nostra coppia di anatre sta proprio in questo. Questo perche’ nel caso ci trovassimo di fronte ad uno showdown nel migliore dei casi ci troveremmo di fronte ad un coin flip (a meno che il nostro avversario non abbia in mano uno dei restanti 2). L’ERRORE PIU’ COMUNE
Da qui ne deriva uno degli errori piu’ frequenti commessi dai giocatori di Texas Hold’em: chiamare troppi all ins con in mano una coppia di due. Ricordatevi infatti che con 22 si fa all in, ma quasi mai si chiama un all in (a meno che lo stack effettivo in gioco non sia minore di 5-6 big blinds).

Durante i primi livelli di un Sit and Go, oppure durante una partita di Texas Hold’em cash game il gioco con 22 e’ molto semplice e segue la classica regola del “no set, no bet”: ovvero giocheremo piatti medio/grandi soltanto nel caso in cui il terzo dei nostri due sia presente sul board, in caso contrario l’unica strategia profittevole sul lungo termine e’ quella di non rimanere troppo coinvolti in piatti che, visto lo scarso valore della nostra mano, non ci appartengono. Dal Web)


mercoledì 17 maggio 2017

Poker: "Field" " Imho" "Gambler" “Spewer” " la tabella di Sklansky " "Odds"


To gamble,vuol dire letteralmente gioco d’azzardo, mentre gambler sta ad indicare il classico giocatore d’azzardo.



Imho è usato per indicare l’acronimo della frase ” In my humble opinion “, cioè “secondo la mia modesta opinione



“Field”


è usato per indicare il totale dei giocatori che partecipa ad un torneo o ad una qualsiasi partita

 

“Spewer” 

Sta ad indicare un giocatore eccessivamente aggressivo.


Nella tabella di Sklansky sono inserite solo 72 delle 169 combinazioni possibili. Diciamo che è una tabella che serve a far conoscere un determinato range di mani “basic” con cui iniziare a giocare.Le mani inserite nei primi tre gruppi sono tutte mani molto forti, per cui giocarle in modo aggressivo è sempre un buon modo perché facendo un semplice call si può sempre andare incontro ad uno scoppio dovuto all’entrata nel colpo di un giocatore con una mano marginale e qualora dovesse centrare un buon punto al flop è molto difficile da leggere. Inoltre un errore che si commette spesso è quello di innamorarsi delle proprie carte anche senza avere centrato nulla. Quindi è meglio rilanciare.
Se il tavolo è composto da giocatori chiusi si può anche rilanciare con delle mani che non appartengono ai primi tre gruppi, starting hand mentre se il tavolo è aggressivo si può andare incontro a situazioni spiacevoli anche con la migliore (AA) nel momento in cui entrano nel colpo 2 o più giocatori.
Se invece siamo in middle position il ventaglio di mani con cui rilanciare aumenta. Se c’è già stato un rilancio prima di voi potete fare call o decidere di controrilanciare. Anche in questo caso molto dipende dal tipo di giocatore che ha fatto raise. Potete anche decidere di fare fold. Se invece non c’è stato nessun raise prima di voi è meglio fare una selezione con un buon raise in maniera tale da cercare di evitare dei call dopo di voi ed assicurarvi così di avere una buona posizione dopo il flop.
Le mani del gruppo 7 e 8 possono sembrare abbastanza marginali, ma nel caso in cui non ci sia stato nessun raise potete decidere di farlo voi anche perché avere un call dal piccolo o grande buio è sempre difficile. E comunque se dovesse succedere avete sempre il vantaggio della posizione. Difficilmente il piccolo buio chiamerà visto che ha una persona che parla dietro di lui, e quindi state attenti perché di solito in questa posizione i giocatori tendono a non bleffare mai. Tendete a credergli qualora dovesse controrilanciarvi o fare call, perché sono in una posizione particolare. Nel preflop sono gli ultimi a parlare, ma dopo il flop saranno sempre i primi. Il migliore consiglio che posso darvi comunque è quello di cercare ognuno la propria strada e il gioco migliore che siete in grado di fare.


 Il calcolo delle probabilità sono un’ottima arma, soprattutto se si padroneggia con buona abilità, contro la sfortuna. Possono sempre essere disattese ma alla lunga il vostro gioco ne trarrà un indubbio beneficio. Ma per fare ciò bisogna far propri due concetti assolutamente fondamentali. Partiamo dagli outs: gli outs sono le carte che renderanno più forte la vostra mano e che al momento si crede non essere la migliore. Facciamo un esempio: ragionando a carte scoperte facciamo finta di avere KJ di picche tra le mani, ed il nostro avversario ha AQ di seme diversi dalle carte vostre. Il board è A738, con due picche. In questo caso avete 9 outs per completare la vostra mano ed avere così il punto migliore a tavola. Il calcolo degli outs va sempre combinato con le odds: queste rappresentano la possibilità matematica che quell’evento si verifichi. Nel texas viene applicata rapportando una puntata al piatto e confrontandola con la possibilità di vincere il piatto stesso.
È come se si trattasse di un investimento, si tratta di capire se è favorevole o meno. Tornando all’esempio che abbiamo fatto in precedenza, abbiamo detto di avere 9 outs che ci consentono di floppare il punto migliore e quindi di aggiudicarvi il pot. Il calcolo si basa rapportando gli outs alle carte non viste, che in questo caso sono 46, alle carte totali del mazzo bisogna sempre levare quelle personali e quelle scoperte sul board. Dividendo 46 per 9, si ottiene che la possibilità di chiudere il colore e farvi vincere la mano sia all’incirca del 20%. Ciò vuol dire che nel lungo periodo questo evento si verificherà una volta su 5. Siamo favoriti una volta su 4. Dunque per capire se l’investimento è favorevole bisogna rapportare l’investimento da fare in quel momento al piatto. Se la nostra puntata rappresenta circa il 20% del piatto, allora sarà un investimento corretto, dico circa perché comunque ci può essere una soglia di “errore”, che è variabile ma che non deve essere troppo sfavorevole, altrimenti alla lunga si perderanno più fiches rispetto a quelle che guadagneremo quando flopperemo il nostro punto. Ora che abbiamo una certa confidenza con i numeri iniziamo ad analizzare da un punto di vista statistico varie situazioni in cui ci potremmo trovare.

Preflop, la possibilità che il dealer vi dia una coppia in mano è di 16:1, mentre la possibilità che vi dia una coppia specifica è di 220:1. Ma vediamo meglio come fare nostri questi calcoli. Partiamo sempre dalla base e cioè il fatto che il mazzo è di 52 carte, 13 per ogni seme. Partendo dal calcolo preflop, abbiamo detto che la possibilità di ricevere una coppia specifica, magari AA, sia di 220:1. Nel mazzo ci sono 4 A e la possibilità di ricevere un A qualunque è di 4.:52 che in termini percentuali rappresenta circa il 7%. Ora supponiamo di “sperare” di ricevere un altro A. Ne sono rimasti 3 su 51 carte disponibili. Bisogna combinare i due eventi e cioè 4/52 per 3/51=12/2652 e cioè 1:221(0.46%). Tenere a mente i numeri sotto forma di frazioni piuttosto che di percentuali vi semplificherà molto le cose in questo gioco. Questo come ragionamento preflop. Vediamo cosa succede al flop. Il ragionamento è lo stesso ma conosciamo già le nostre due carte. Supponiamo di avere una coppia in mano e vogliamo capire quante volte faremo tris al flop. Per la prima carte che scenderà abbiamo due carte su 50, per la seconda 2 su 49 e per la terza 2 su 48. Sommando queste possiblità (2/50 +2/49+2/48=1/8 circa) sapremo che una volta ogni 8 faremo tris al flop. Vediamo anche cosa succede al se vogliamo fare calcoli al turn. Ovviamente aumenta il numero di carte conosciute.

Diciamo che abbiamo un progetto di bilaterale da inseguire al turn e river abbiamo otto outs su 47 carte al turn, 8/47, e 8/46 al river che combinate in odds diventano 1:5. Per semplificarvi molto questi calcoli ripassiamo velocemente queste nozioni. La possibilità di avere una coppia qualsiasi in mano è di una volta su 17. La possibilità di avere una coppia specifica è di una volta su 221. Ak di seme uguali lo avremo una volta su 332, mentre Ak di qualunque seme una volta su 83. Due carte qualsiasi dello stesso seme le avremo una volta su 4.7, mentre almeno un asso nelle prime due carte lo avremo una volta ogni 6.7. Per semplificarvi ulteriormente i calcoli adottate questo semplice sistema per capire se vi convien o meno giocare quella mano. Se siete dopo il flop moltiplicate per 4 il vostro out ed avrete la vostra percentuale. Fino agli otto outs utilizzate questo metodo, dai nove ai 12 outs togliete sempre uno dalla somma, dai 13 ai 16 outs dovete togliere 4 dal totale.
(fonte Infiltrato.it)

giovedì 11 maggio 2017

Se non riesci ad individuare il pollo...............



Il punto è questo: se non riesci ad individuare il pollo nella prima mezz’ora di gioco allora il pollo sei tu
 Una frase storica che tutti gli appassionati di Texas Hold’em conoscono benissimo e che prendiamo in prestito dalla pellicola cult The Rounders per introdurre un argomento fondamentale. Nel poker, infatti, esistono diverse categorie di giocatori riconoscibili in base agli stili e all’approccio ai tavoli. Strategie a parte, però, una delle prime grandi classificazioni che possiamo fare è fra i player che giocano bene e quelli che giocano male. Quelli che appartengono a quest’ultima categoria vengono definiti fish (o polli) e come avrete capito sono quelli che nel lungo periodo, volenti o nolenti, risulteranno perdenti.
Per chi è riuscito a fare un salto di qualità e ottiene dei buoni risultati ai tavoli è fondamentale riconoscere i fish proprio perché sono quegli avversari che nel corso del tempo regaleranno più chips nei tornei o più soldi se parliamo di poker cash game. Volete sapere come sorprenderli? Volete conoscere i migliori trucchi per smascherarli? Siamo qui per questo e soprattutto per segnalarvi sette errori tipici che vengono spesso commessi da giocatori di questo tipo. Attenzione, però, ad una cosa! Se vi viene il minimo dubbio di avere uno dei seguenti leaks, vuol dire che avete ancora qualcosa da imparare. E forse è il caso di fare qualche piccolo ripasso.
 

1. Il fish non sa calibrare bene le puntate

Uno dei difetti più evidenti dei fish è che sbagliano quasi sempre le size, mettendo nel piatto troppe chips o troppo poche. Del resto parliamo di giocatori di poker che non conoscono bene il valore delle puntate e che non hanno ancora appreso i concetti di outs o pot odds,  fondamentali se ci si aspetta di andare in profitto nel lungo periodo.  Facciamo un esempio pratico: se un avversario punta 100 chips su un piatto dove ce ne sono 5000 possiamo star certi che siamo di fonte ad un bel pollo. In questo caso, infatti, se ha una mano forte non riuscirà a massimizzare la vincita, mentre se ha una mano debole e sta bluffando, rischia di venire chiamato e di perdere il pot.




 

2. Il pollo è un giocatore che ama andare All In


Vincere un piatto andando All In è senza dubbio una bella sensazione, specie quando siamo in bluff e riusciamo a rubare bui e ante. Tuttavia i fish sono dei giocatori che abusano di questa tecnica e vanno ai resti preflop molto spesso. Del resto non conoscendo molto le bene le dinamiche del gioco, il pollo non sa bene come comportarsi dopo l’uscita del flop e visto che ha scambiato il Texas Hold’em per una lotteria metterà dentro le sue chips sperando che esca la sua carta (cosa che raramente accade). Fare una mossa del genere, soprattutto all’inizio di un torneo o di un SNG, è fortemente sconsigliabile ed è indice di scarsa conoscenza delle dinamiche del poker.
 

3. Il fish non conosce la posizione nel poker

Nel poker più è alta la vicinanza ai bui, più è consigliabile entrare nel piatto con mani forti. E’ un concetto che i giocatori preparati sanno bene e che tuttavia i nostri fish non prendono mai in considerazione. Nel Texas Hold’em, infatti, la posizione conta davvero tantissimo e qualunque sia lo stile di gioco che decidete di adottare non dimenticate mai che con determinate carte non bisogna entrare in gioco da early position. Sono informazioni che il pollo ignora completamente e non stupitevi se limperà quasi sempre o se entrerà in gioco con mani marginali da Under The Gun o in altre posizioni sconvenienti.
 

4. Si arrabbia con gli avversari perché non capisce le puntate


Quando ci troviamo davanti ad un pollo o fish dobbiamo sempre tenere a mente che non capirà quasi mai le giocate più sublimi e che non comprenderà appieno un livello di pensiero decisamente più evoluto del suo. Per questo motivo si troverà molto spesso a chiamare determinate puntate quando avrà pochissime probabilità di chiudere un progetto come ad esempio una scala.
Il suo cervello, però, gli dice che nel poker non è possibile abbandonare un colpo del genere e il più delle volte si troverà a regalare tante chips. Ma il peggio deve ancora venire! Infatti oltre a non rendersi conto dello sbaglio, si arrabbierà molto quando non vedrà chiudersi il suo punto e se la prenderà con la cattiva sorte o con avversari che non hanno fatto altro che proseguire il colpo con un bel set o con top pair.<
 

5. Il pollo mostra sempre le sue carte

Mostrare le proprie mani dopo aver portato a casa un bel piatto è un altro dei comportamenti tipici, nonché uno degli errori dei fish. Questi giocatori, infatti, nella maggior parte dei casi, quando vincono un piatto uncontested, non riescono a resistere all’idea di mostrare le proprie carte, specialmente quando il piatto è stato vinto in bluff. Tuttavia sappiamo bene che nel poker non bisogna lasciare troppe informazioni ad avversari che potrebbero trarne vantaggio. Certo, ci sono anche quei giocatori che mostrano le carte in determinate situazioni, e che lo sanno fare al momento giusto, ma il nostro consiglio spassionato, onde evitare di apparire un vero pollo, è quello di evitare di agire in questo modo.


 

6. Il fish non sa gestire il testa a testa (heads-up)




Per avere successo nel poker è molto importante conoscere il tipo di strategia da utilizzare in Heads Up e anche da questo punto di vista i fish non hanno la benché minima percezione di come si devono comportare. Molto spesso, infatti, il nostro pollo gioca in maniera troppo intimorita, non rilancia quasi mai e lo fa soltanto quando ha carte fortissime. Il risultato è una spiccata prevedibilità all’insuccesso e alla sconfitta, cosa che in Heads Up viene ancora più accentuata rispetto ad un tavolo da nove o da sei giocatori. Del resto nel testa a testa i leaks vengono fuori più facilmente e giocatori con qualche nozione azzeccata avranno la meglio facilmente sui fish.

 

7. Il pollo chiacchiera al tavolo da poker e abusa della chat

Un giocatore di poker che fa un uso sconsiderato della chat e la utilizza soltanto per passare il tempo o per fare conversazione è quasi sempre un fish. I professionisti, infatti, tendono ad essere molto più attenti al gioco e alle strategie da adottare piuttosto che alle chat e alle chiacchiere inutili. D’altro canto, ci sono molti player che utilizzano le conversazioni per far innervosire gli altri avversari o per estrapolare informazioni, riuscendovi nel migliore dei modi.
Ma se vedete una conversazione troppo lunga, se c’è un giocatore che trascorre più tempo a chattare piuttosto che a concentrarsi sul suo gioco state pur certi che si tratta di un bel pollo. E cosa c’è di meglio di spennare un avversario del genere? Fonte:https://poker.titanbet.it

Combattere il Tilt! (*_*)





In quante situazioni t’è capitato di “perdere la brocca” e andare su tutte le furie? Scopri le regole per imparare a tenere sotto controllo le tue emozioni.
“Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.”
(Pablo Neruda)
Il controllo delle proprie emozioni è una delle abilità più sottovalutate nello sport. Tuttavia nei giochi di abilità come gli scacchi, il poker, il bridge e altre discipline cerebrali quali le scommesse e lo stock trading, questa abilità è ancora più importante.
Negli affari, nelle scommesse e nei mercati finanziari i conti in banca sono come le sostanze in chimica: molto più complesse da creare che da distruggere. Il controllo emozionale ha esattamente questo problema. Andando avanti mantenendo la pazienza e il controllo nonostante le pressioni e le vicissitudini del destino sarai capace di costruire il tuo impero, mattone dopo mattone.

Ma se perdi il controllo – anche solo per un attimo – la tua creazione potrebbe crollare

Più alto è lo stress, più alto è il rischio di andare in tilt
Il miglior termine che conosciamo per definire la perdita di controllo emozionale è quella usata dai giocatori di poker: il “tilt”. Il termine in realtà ha origine dal gioco del flipper: quando i giocatori stavano per perdere la pallina, alzavano l’apparecchio nel tentativo di salvarla. I flipper avevano però dei sensori al mercurio che, se l’apparecchiatura veniva mossa troppo, facevano accendere una spia “tilt” e la partita era automaticamente persa.
Il controllo emozionale è importante in quelle discipline dove l’ammontare investito o la posta in gioco sono molto più grandi del profitto. I giocatori di poker devono avere un bankroll decine – se non centinaia – di volte più elevato dell’ammontare che vincono in un’ora. Per assicurare un ritorno del 5%, un operatore finanziario, in media, rischia 20 volte il proprio guadagno nell’investimento. Lo stesso vale, ad esempio, con i margini di profitto nel commercio. Di conseguenza più sei indebitato più ti costerà caro un errore.
Questo, ovviamente, si riflette con alti livelli di stress nelle attività con elevati rischi. Più stressato sei, più è probabile che andrai in “tilt”.
Il “tilt” si può manifestare in diversi modi. Nella sua forma più estrema, è una furia cieca: la rabbia prende il sopravvento e c’è molto poco da fare finché il corpo non si calma. In queste condizioni, dovresti evitare di interagire per esempio con i clienti. Poi confidiamo che la maggior parte delle persone adulte abbia già il proprio modo di affrontare queste intemperanze.
Il “tilt” nelle sue forme più lievi invece è un fenomeno molto più insidioso e, di conseguenza, potenzialmente più deleterio per il bankroll. Il problema maggiore è che potresti anche non renderti conto che stai andando in “tilt”.
In questo articolo vorremmo quindi dare qualche consiglio su come riconoscere ed affrontare questo fenomeno. In definitiva, migliorare la propria intelligenza emozionale è una ricerca che dura per tutta la vita, una sorta di terapia, ma anche solamente iniziare a seguire queste semplici regole potrebbe aiutarti molto.

Riconoscere il “tilt”

Il primo passo sta nel capire quando si sta manifestando, perché a volte non è facile individuarlo. Solitamente comprende alcuni dei seguenti fattori:
1. Reagire troppo velocemente ed avventatamente agli stimoli.
2. Continuare a dirsi insistentemente che va tutto bene.
3. Usare troppo spesso l’istinto quando si prendono decisioni.
4. Trovare difficile arrendersi (“ancora un ultimo tentativo”).
5. Inseguire le sconfitte (ricordate: la vita è un’unica, lunga, partita).
Il segreto è fare pratica. Più ti controlli, emozionalmente parlando, più velocemente e frequentemente riconoscerai l’andare in “tilt”. Come disse l’oracolo “Conosci te stesso”.


Combattere il “tilt”

Un possibile metodo è quello di utilizzare i Post-It
Per quanto a lungo possa trovarti in un processo – che questo sia il gioco, il trading online, una complicata negoziazione commerciale o una discussione con la tua dolce metà – assicurati di prendere una pausa per la tua sanità emozionale.
Può trattarsi di una qualsiasi cosa in grado di interrompere ciò che stavi facendo e di ricaricarti emozionalmente.
Metti una sveglia per ricordarti di staccare ogni ora, oppure attacca dei post-it sullo schermo del computer, o ancora, indossa al polso un elastico e tiralo periodicamente. Il segreto sta nel “programmarsi” in anticipo, per associare lo stimolo con una serie di controlli su te stesso. Immaginiamo ora che abbia scelto il metodo dell’elastico:
Innanzitutto, pizzicati l’interno del polso con l’elastico e poniti subito una serie di domande, per tracciare un bilancio emozionale: “Come stai? Stai pensando con lucidità? Hai reagito male ad una serie di eventi sfortunati?” …e così via.
Ripeti l’esercizio finché l’associazione non ti viene naturale.
Dopo esserti dato l’imprinting, una volta che sarai sul “campo di battaglia” il pizzico dell’elastico dovrebbe evocare gli stessi controlli emozionali. Se ti sembra di perdere il controllo, l’opzione più semplice è di interrompere quello che stai facendo.
Ciò potrebbe non sempre essere possibile, magari per via delle circostanze (es. una trattativa commerciale), quindi dovreste escogitare il tuo metodo di staccare, ad esempio:
1. Andare in bagno e sciacquarti il viso.
2. Smettere di parlare e limitarsi ad ascoltare per qualche minuto.
3. Parlare ad un amico non coinvolto nella circostanza.
4. Smettere di fissare il monitor del pc e concentrarsi su qualcosa di lontano – preferibilmente fuori dalla finestra.
5. Concentrarsi sul respiro. Conta i respiri e inspira più lentamente.
6. Porta il pensiero ai muscoli delle spalle e rilassali. Se sei seduto, lasciati sprofondare nella sedia. Concentrati sulla sensazione della sedia che spinge sul tuo corpo.
Possono sembrare consigli elementari, ma ti aiuteranno. Stai essenzialmente facendo credere al tuo cervello ed al tuo corpo di essere meno teso.
Tuttavia per chi va di continuo in “tilt” ci vuole una terapia specifica perché evidentemente la causa è insita in problemi emozionali radicati. Per tutti gli altri, invece, queste semplici istruzioni possono rivelarsi provvidenziali. Provare per credere! Ora che hai imparato a stare calmo, scopri anche come trasformare le critiche in utili consigli!


“É difficile accettare una critica, soprattutto quando viene da un parente, un amico, un conoscente o un estraneo.”
(Franklin P. Jones) Fonte :http://awinningpersonality.it/